MUTUI
03/02/2009 Dal 1° gennaio 2009, obbligo per le banche di mettere a disposizione dei propri clienti anche mutui indicizzati con il tasso Bce. Il "tasso finito", cioè il tasso totale del finanziamento deve essere «in linea con quello praticato per le altre forme di indicizzazione offerte». L'importo della rata non varierà in quanto le banche compenseranno con uno "spread" maggiore il tasso bce, ma le rate del mutuo saranno agganciate a un parametro più stabile dell'Euribor. Esempio pratico mutuo a 20 anni su dati reali: Novità mutuo decreto anti-crisi1/12/2008. "Dal Sole24ore" - Novità per mutui vecchi e nuovi. Misura di garanzia per chi ha un mutuo immobiliare a tasso variabile. L'importo delle rate dei mutui a tasso variabile a carico del mutuatario si calcolano con riferimento al maggiore tra il 4% senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data si sottoscrizione del contratto. In caso contrario lo Stato interviene e si accolla la parte extra. Questo criterio di calcolo non si applica se le condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore. La novità si applica ai mutui per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione della prima casa sottoscritti da persone fisiche fino al 31 ottobre 2008 e ai mutui rinegoziati entro la stessa data in applicazione della legge 126/2008. Previsti rimborsi in sede fiscale per i costi extra sostenuti dalle banche. Per i nuovi mutui sottoscritti, invece, il tasso di base su cui si calcola lo spread può essere quello stabilito dalla Banca Centrale Europea. Mutuo prima casa: cosa bisogna sapere. La normativa vigente in materia di detrazioni fiscali per gli interessi passivi ed oneri accessori derivanti da contratti di mutuo ipotecario per l'acquisto della "prima casa" è piuttosto articolata in quanto nel corso degli anni ha subito diverse modifiche con la conseguenza che le detrazioni fiscali spettano secondo limiti e modalità che variano in relazione al tipo di fabbricato (abitazione principale (prima casa), abitazione secondaria, altri fabbricati non abitativi) e all'anno in cui è stato stipulato il contratto di mutuo per l'acquisto della casa. L'attuale disciplina prevede una detrazione dall'imposta sul reddito delle persone fisiche pari al 19% degli interessi passivi sui mutui casa, e relativi oneri accessori, nonché le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti solo per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire a prima casa e delle sue pertinenze per un importo non superiore a 3.615,20 euro. La detrazione d'imposta si deve far valere nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui gli interessi sono stati sostenuti...
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